Natura della Sapienza, vera salute dell’uomo

L’essenza dell’uomo individuale è costituita dall’intellectvs-nous, elemento divino eterno, dal quale, in funzione dell’animazione dell’uomo sensibile, procede l’anima–psyche, la quale ha una natura immaginale e riflessa e svolge una funzione mediatrice.

L’anima, in quanto tale, non ha un carattere immediatamente divino, ma “demonico”, perciò è non eterna nel suo dispiegamento discorsivo e dianoetico, ma solo nella sua essenza.

All’anima infine è congiunto il corpvs-soma, che ha una natura corruttibile e materiale, in quanto substrato inerte è mosso e vitalizzato dalle facoltà dell’anima che in esso si rendono immanenti all’atto del concepimento carnale.

Come sappiamo, la salvs equivale allo stato di completa attualità dell’essenza dell’ente, alla piena attività libera, non impedita o limitata da agenti esterni, della natura propria di un dato soggetto.

E’ possibile parlare di una salvs relativa e impermanente del corpus-soma quando in esso le facoltà dell’anima che lo dispongono, sostengono e conservano secondo la sua natura, sono temperate, ovvero sono disposte in atto secondo il loro essere proprio e la loro funzione.

Quando la facoltà formativa, quella generativa e quella vegetativa sono in atto in modo tale da stabilire la euexia-eukrasia, ovvero la retta disposizione delle facoltà animatrici del corpo e la retta disposizione del temperamento costituzionale che ne deriva, una situazione che fonda sull’isonomia-simmetria degli elementi corporali e delle loro qualità ed altrettanto della forma e della struttura del corpo, abbiamo una condizione relativa di salute corporale.

Ma la Salvs-Hyghieia del corpo è una condizione impermanente soggetta agli accidenti, alle circostanze in cui si trova collocato il corpo e alla corruttibilità della materia corporale. Pertanto questa “ombra” di salute può essere in qualche modo prodotta e conservata, in una certa misura, solo riducendo il corpo all’anima, facendolo partecipare nella dovuta maniera alla ragione, in modo tale che sia conservata la misura della sua natura, attraverso l’azione virtuosa che, costantemente, fa corrispondere la sua esistenza alla sua essenza.

Il mantenimento della salute relativa del corpo è possibile solo realizzando la virtvs della temperantia-sophrosyne, per la quale l’anima può mantenere il corpo in accordo alla sua natura, osservando l’igiene filosofica che ordina l’attività del corpo al fine di bene dell’uomo, un fine che non è il benessere-piacere, ma la beatitudine-sapienza, la sola e vera salute, definitiva e permanente, in quanto coincide con l’atto puro della vera essenza dell’uomo, l’intelletto.

La cura del corpo dunque ha senso ed efficacia solo se ordinata alla salute dell’anima, la quale a sua volta va ordinata alla vera salute intellettiva. Dato che l’essenza dell’anima è ragione-logos, la sua salute equivale alla compiuta attività razionale, ovvero nel possesso della scienza razionale, logica e discorsiva, dell’Essere e del Bene.

La disposizione della scienza divina, in modo discorsivo e dianoetico, equivale allo stato di pura concezione immacolata e illuminata che ha costituito l’anima al principio della sua determinazione nell’intelletto con la costituzione dell’anima, la verità relativa alla Realtà, all’Essere e al Bene vien resa immanente alla sua radice dall’atto riflessivo e immaginale dell’intelletto, un atto che costituisce ad un tempo anche l’essenza della ragione.

Quando la ragione è completamente astratta e separata da ogni coinvolgimento nell’attività corporea e, più in generale delle attività sensibili, si ristabilisce nel suo stato originale e perciò nella sua immediata illuminazione da parte dell’intelletto trascendente.

E’ questa la salvs animae, ovvero la prvdentia-phronesis, la quale implica anche il perfetto possesso della scienza del bene e del male relativamente all’uomo e alla sua condotta esistenziale, una scienza che permette l’attuazione della giustizia in ogni atto della vita immanente. L’anima separata da ogni elemento eterogeneo si rende l’impassibile, perciò libera da ogni passione e costrizione proveniente dalla vita corporea e dalla sensazione. Grazie al perfetto svincolamento della ragione dal carcere del soma, l’anima può esercitare il perfetto dominio sulla vita sensibile e su tutto ciò che vi inerisce.

La salvs animae si ottiene solo quando viene raggiunta la perfetta estinzione di ogni desiderio sensibile e di ogni brama di esistenza carnale-temporale, così come di ogni affermazione dell’identità psichica individuale separata.

Una volta raggiunta la salute è libera da ogni determinismo irrazionale e corporale, così come da ogni accidente proveniente dalle circostanze, inoltre in essa si estingue completamente la paura della morte.

In tal modo l’anima si accorda pienamente alla Legge Divina fatale e perciò, data la presenza di questi elementi, ottiene la perfetta felicità psichica, che mai più si modifica in ogni circostanza esistenziale.

Lo stato di salute dell’anima, non essendo più soggetto alle circostanze corporali e alla corruzione della carne, una volta raggiunto viene conservato anche dopo la separazione dell’anima dal corpo, ma non ha un carattere completamente incorruttibile ed eterno, perché la salute dell’anima è uno stato psichico, soggetto alle condizioni cosmiche e alle leggi che reggono la manifestazione inferiore e tutto ciò che ad essa inerisce.

Sia la prima beatitudine terrestre, primo segno di salvs animae, sia le beatitudini celesti che già nella vita associata al corpo possono essere attuate, rispetto alla perfetta salute completamente incorruttibile, risultano essere stati ancora relativi e contingenti. L’illuminazione celeste riflessa che l’anima riceve nella sua congiunzione al corpo ha un carattere trascendente rispetto alla vita corporea, non rispetto alla vita psichica, questa illuminazione restituisce la ragione riflessa all’originario accordo con il suo principio intellettivo divino, ma essa non la risolve in esso.

Perciò ogni stato psichico, per quanto illuminato, non è la Luce Divina da cui è irradiato, perciò per raggiungere la perfezione deve essere risolta nell’intelletto, in ciò che costituisce l’essenza divina ed eterna dell’uomo, il suo vero nucleo ontologico e metafisico permanente, il quale ha un carattere veramente sovrapsichico e sovraimmaginale, sovratemporale e sovracosmico.

La salute autentica e definitiva è rigorosamente incorruttibile e immutabile, per essere attuata è necessario liberare l’intelletto da ogni associazione ad attività riflesse o immaginali, perciò da ogni “malia” proveniente da anima e corpo, veicoli nei quali il vero soggetto si “altera” costituendosi nella condizione di “malattia”.

Una volta che l’intelletto dell’anima, la ragione, si riunisce al suo fondamento generatore, risolve ogni limite psichico e perciò anche ogni costrizione e condizionamento proveniente da esso, così si costituisce la pienezza della salvs, la quale dunque non è del corpo o dell’anima, ma, per quanto riguarda l’uomo, solo ed esclusivamente dell’essenza intellettiva, di quella essenza che coincide con il vero essere della persona umana.

Una volta reso sanvs, cioè integro, unitario, e salvvs, salvo, cioè svincolato, sottratto al male e alla costrizione dello psichismo, l’intelletto è ristabilito nel suo stato normale, perciò fruisce della perfetta beatitudine eterna, intrinseca alla sua natura e sempre costituente il fondo del suo essere in ogni operazione che esso svolge.

Lo stato di salute dell’essenza intellettiva ha un carattere individuale, perciò non costituisce il termine supremo della realizzazione della identità metafisica suprema, la quale richiede l’elevazione agli stati universali dell’Essere Divino. In ogni caso la salvs ottenuta consente di esercitare il completo dominio dell’intelletto sull’anima e sulla ragione, dopo aver ottenuto mediante la ragione il dominio sul senso corporeo.

A seguito della rigenerazione intellettuale l’ente microcosmico, il misto psicofisico umano, riceve una rettificazione, un riordinamento radicale, che lo conforma alla Sapienza Divina, ed instaura in esso il governo di Dio, il Suo Regno e la Sua Giustizia.

Ne deriva la simmetria e l’isonomia di tutte le facoltà dell’anima, queste qualità costituiscono il segno dell’attività misuratrice di Dio nell’immanenza della persona umana. Una volta riassunto il comando che gli spetta, l’intelletto dirige ogni veicolo della sua manifestazione e regola le facoltà dell’anima in modo tale che esse agiscano secondo la Divina Proporzione, che è compiuta virtù, in questo modo tutta la persona risplende di una giustizia perfetta.

La prvdentia, la fortia e la temperantia costituiscono le virtù dell’anima associata al corpo, ciascuna di esse rappresenta, nel piano psichico, la presenza divina e la misura dell’Essere, grazie al loro esercizio, fondato nella completa tranqvillitas animi, l’animo attua la giustizia e costituisce la pace, sia nell’ambito privato che in quello pubblico.

In definitiva, la salute relativa del corpo dipende dalla perfetta attuazione razionale delle facoltà dell’anima immanenti al corpo, mentre la salute relativa dell’anima dipende dall’attuazione del perfetto accordo della ragione con l’intelletto, infine la salute essenziale dell’intelletto dipende dall’attuazione della sua perfetta integrazione nell’Essere Divino, che si costituisce nell’immediata contemplazione dello stesso Essere da cui procede la sua conoscenza diretta e perciò la sapientia-sophia.

Occorre perciò evitare di cadere nell’errore per il quale si ritiene che la salute sia uno stato del corpo sensibile, conseguibile agendo su di esso, perché l’uomo non è sano se il suo intelletto non è in atto compiutamente e perciò non dispone della sapienza divina, solo dalla quale procede la sanità dell’anima, e indirettamente, una certa salute del corpo.

L’intelletto sapiente e beato instaura il Governo di Dio nell’anima e nel corpo, perciò illumina, ignifica e glorifica, tutta la persona. Grazie a ciò l’uomo viene interamente divinizzato, sanato, in esso si attua la presenza integrale della Provvidenza Divina e della Sua Benevolenza, mediante le quali il sapiens esprime atti teofanici aventi fini giustificanti l’intero Orbe.