Contenuti generali degli insegnamenti e della disciplina della Scuola

La palingenesi filosofica tradizionale si pratica in un contesto religioso e sacro, necessario a fornire le  migliori condizioni contingenti  per la realizzazione metafisica e la divinizzazione perfetta.

La Sapienza di cui si tratta nella Scuola non ha relazione con la filosofia esteriore o profana, non è un “rumore di parole di ombre”, la rigenerazione e il risanamento a cui si applica il discente non sono cose “simboliche”, né suggestioni spiritualiste, tantomeno immaginazioni psicologiche, ma sono risultati sostanziali che attengono allo stato dell’essere, cognitivo e potestativo, dell’anima.

Nella Scuola di Filosofia Medica ci si occupa di Scienza Divina Sovrannaturale, la scienza posseduta dall’Intelletto Universale, perciò, come dice Empedocle, per raggiungere questa sapienza non si può seguire la strada comune, apaxitos, quella del sapere umano fondato sulla sensazione:

Il sentiero della Salute, Iddio, non è possibile raggiungerlo con gli occhi, né toccarlo con mano, là dove la più larga via della persuasione nel cuore umano ricade[1].

 

La stessa via è stata indicata prima da Pitagora, il quale, secondo Ovidio, percorse l’itinerario della conoscenza oltremondana:

Costui si alzò con la mente sino agli Dei, pur così remoti negli spazi celesti, e ciò che la natura nega alla vista umana, lo comprese con l’occhio dell’intelletto.[2]

 

Il sentiero che porta alla sapienza-salute, alla sophia-hyghieia, è dunque fatto di ascesi, purificazione, ascesa ai misteri divini. La sapienza-salute è per chi la conquista, per realizzarla bisogna percorrere la via dell’Essere e dell’episteme, che conduce al Divino, fino alla comprensione perfetta della Realtà Suprema.

 


[1] Empedocle, Le purificazioni, Fr. 133

[2] Isqve licet caeli regione remotos mente deos adiit et, qvae natvra, negabat  visibvs hvmanis, ocvlis ea pectoris havsit”. Ovidio, Metamorfosi, XV, 62.