Il settore più virulento e pericoloso delle pseudomedicine antitradizionali è quello che possiamo definire genericamente “neospiritualista”, per l’origine che ha avuto. Gli ultimi orientamenti pseudomedici sono fortemente influenzati dagli sviluppi del neospiritualismo, che ha la sua radice nelle organizzazioni non tradizionali che sono sorte alla fine del XVIII secolo e sono state variamente continuate fino ad oggi. Le componenti del teosofismo, dell’occultismo, dello spiritismo e della massoneria di frangia, si sono congiunte con l’apporto di insegnamenti di dottrine e discipline orientali portate dai “maestri” asiatici modernizzati, ben disposti nei confronti della “scienza” contemporanea. Ne sono derivate delle sincresi e persino delle convergenze, che ultimamente si sono sviluppate nelle nuove visioni “olistiche” dell’uomo e della “salute”.
Le varie pseudomedicine ormai prosperano indisturbate, un magma di iniziative sempre in ebollizione accoglie e fagocita di continuo ogni cascame che le diverse organizzazioni ritengono a loro utile. Così si costituiscono accozzaglie delle più disparate cose, miranti ad ottenere, in qualche modo, una certa parvenza di “globalità” e “olismo”. Queste “medicine” caricaturali si definiscono spesso, in modo ingannevole, “olistiche” e sviluppano le loro attività in istituti significativi: “libere università”, “centri di libera ricerca globale”, “istituti per il perpetuo scoprire”, ecc.
I diversi movimenti eterogenei che fanno capo a questo filone riutilizzano parti esteriori o degradate di dottrine religiose o medicine sacre tradizionali, ritagli di filosofie iniziatiche antiche, mescolati con citazioni tratte dalle “filosofie” moderne, ai quali aggiungono le ultime acquisizioni della “scienza” postmoderna e, in varia misura, gli apporti delle “medicine naturali” che si sono sviluppate negli ultimi due secoli. Da questa congerie di cose vengono elaborate continuamente nuove procedure, nuovi regimi alimentari, nuovi rimedi, nuove tecniche psico-fisiologiche, in un continuo susseguirsi, sempre più frenetico, con variazioni e messe a punto senza tregua. Questi procedimenti hanno come fine la costituzione di presunte “medicine olistiche”, una definizione che le varie organizzazioni estemporanee si attribuiscono fondando sulla concezione postmoderna dell’olismo.
L’olismo si presenta oggi come una corrente di pensiero che si è sviluppata nel seno della “scienza” antitradizionale moderna e poi si è complessificata con lo sviluppo della scienza postmoderna. Come abbiamo visto, gli olisti si propongono di ricomporre la scissura e la frammentazione che nei secoli del razionalismo materialistico hanno ridotto l’uomo alle sue componenti fisiche e psichiche, giungendo a dissociare le sue diverse funzioni. L’intento degli aderenti all’olismo è quello di giungere alla “sintesi olistica” dell’uomo, considerato come un tutto inscindibile e funzionante come una totalità di parti interagenti ed interdipendenti, secondo un principio di “sincronicità”. L’olismo intende riguadagnare dapprima una ricomposta visione unitaria della corporeità e poi vorrebbe riappropriarsi di una concezione psicosomatica più unitaria e completa, infine mirerebbe a raggiungere il risultato finale, ovvero la sintesi corpo-anima-spirito, ricomponendo finalmente l’uomo olistico.
Le pseudomedicine olistiche presentano una pericolosità maggiore rispetto alle semplici “medicine naturali”, le quali, spesso, non hanno alcuna pretesa di intervenire sulla psiche o non ambiscono a scalare lo “spirito”, esse si limitano a fornire una soluzione alternativa alla cura della “malattia”, indirizzando l’uomo verso un nuovo rapporto con la “natura”, intesa però profanamente e materialisticamente. L’olismo invece vuole indicare all’uomo attuale una “nuova via” per la “reintegrazione spirituale”, che “superi” ed integri in un nuovo modello le precedenti vie di realizzazione dell’umanità.
da L.M.A. Viola, L’Arte Sacra di Esculapio, Forlì 2024
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