Scuola di Psicologia e Psicoterapia Filosofica
Integrale Tradizionale

igea_psicNatura e contesto della Scuola di Psicologia e Psicoterapia Filosofica Tradizionale Integrale

La Scuola di Psicologia e Psicoterapia Filosofica è espressione della tradizione della Filosofia Medica Divina pitagorico-platonica, tratta esclusivamente della natura dell’anima e del suo bene secondo la sua vera essenza metafisica e la sua specifica funzione teofanica e religiosa. Ogni insegnamento della Scuola fonda perciò sulla gnosi metafisica integrale trasmessa nella tradizione divina dai maestri autorevoli nei millenni, una gnosi che garantisce la certezza della sua verità e della sua efficacia ed inoltre l’assenza  di alterazioni umane ed opinioni profane, che sono causa di ogni errore. Il metodo tradizionale di insegnamento utilizzato nella Scuola esclude tassativamente ogni ricorso a filosofie umane profane, specialmente quelle  costituite nella modernità, vere e proprie parodie della filosofia tradizionale. È inoltre escluso ogni ricorso sovversivo e modernistico alla filosofia tradizionale in funzione dello sviluppo del titanismo superbo dell’uomo ateo e areligioso contemporaneo.

La Scuola non tratta perciò di false “relazioni di aiuto” e sedicenti “problemi esistenziali”, secondo la visione propria dell’insipiente “consulente filosofico” o  del “risolutore di problemi”, o, ancora peggio, del “facilitatore della vita”. Perciò la Scuola non fa uso della manipolazione sovversiva della prassi dell’ironia, della maieutica, della dialettica, della logica per proseguire i fini individualistici dell’ego titanico e della sua vita corruttibile e mortale. È escluso poi  ogni riferimento  alle psicologie e alle psicoterapie moderne e postmoderne, alla loro concezione della psiche, della sua salute e della sua malattia. Perciò si marca la massima differenza rispetto a questi indirizzi svianti dal bene, specie in riferimento a “diagnosi” psicologiche, strumenti diagnostici e varie altre aberrazioni, come la classificazione delle “malattie psichiche” e le modalità del loro “trattamento”, elementi nei confronti dei quali nessuna critica rettificatrice verrà risparmiata.

La Scuola trasmette un insegnamento integrale sull’anima, secondo una visione metafisica che è assente sia dalla religione exoterica cristiana, sia, a fortiori, dalle filosofie non tradizionali, così come dalla psicologia atea moderna. La Scuola condivide la sapienza metafisica integrale, comune a tutta l’umanità,  con le principali tradizioni spirituali ed iniziatiche complete dal Buddismo Zen al complesso del Buddismo Mahayana, dal Taosimo esoterico di Lao Tzu all’Advaita Vedanta, dal Jnana al Raja Yoga, dalla Gnosi Cristica Integrale al Sufismo di Muhyi-d-din Ibn Arabi e ad altre tradizioni analoghe. Allo stesso modo la Scuola tratta delle discipline per la cura mistagogica ed iniziatica dell’anima, volte alla realizzazione della Sophia, e perciò dell’accesso ai Grandi Misteri, dimensione nella quale l’anima ottiene la sua vera salute. Perciò l’epimeleia eautou, la cura di sé, si sviluppa secondo modalità analoghe alle regolari e complete prassi iniziatiche universali, in accordo con il platonismo integrale, insegnato specialmente dai Maestri del periodo Tardo Antico, da Plotino a Damascio.

Ogni aspetto della Scuola ha un carattere “henocentrico”, perciò ogni insegnamento e ogni disciplina procede dall’Uno-Apollo, permane nell’Uno ed è in funzione dell’Uno. È questa l’impostazione regolare della prassi filosofica tradizionale, nella quale l’individuo, sia esso concepito come intelletto o come anima o anche solo come corpo, non assume mai un’importanza esclusiva, ma, al contrario, l’individuo è concepito solo e sempre in riferimento all’Uno e in funzione dell’Uno, in quanto ogni suo aspetto trae ragione e fondamento solo da Esso. Pertanto l’esclusione del fondamento henocentrico della filosofia equivale all’esclusione del fondamento del filosofare e alla negazione della realtà ultima attinente all’anima e all’uomo, con conseguenze disastrose. A partire da questa impostazione, che rispetta rigorosamente la consegna divina originale, la Scuola tratta l’iter di liberazione dell’anima dalla soggezione al corpo e al mondo, in funzione della restaurazione del suo stato originale di sophia, sua autentica salute. Tutto ciò che inerisce alla sofferenza dell’anima, sia esso causato da alterazione proveniente dal corpo, da passioni procedenti dalla soggezione alla vita carnale, dall’ignoranza psicologica o ontologica, viene trattato in modo filosofico-religioso, dato che l’unica possibile cura dell’anima non può che essere filosofico-religiosa.

L’anima è costituita nel piano demiurgico universale con una funzione teofanica, essa rivela e media l’ordine  divino e spirituale nell’esistenza sensibile e temporale, in questa mediazione si risolve la funzione propria dell’anima, una mediazione che è religione. Infatti l’intelletto “relega” l’intelligibile e costituisce  in forma di ragione ciò che ha carattere sovrarazionale e ideale, così rende possibile attraverso la sua potenza mediatrice, l’anima,  l’infusione di misura e limite nella materia, effettuando così la generazione demiurgica del mondo e degli enti sensibili in esso costituiti. Ma la mediazione-religione dell’anima può avvenire rettamente, per quanto riguarda l’uomo, solo se l’anima è sapiens, se il soggetto è sophos e perciò possiede in atto l’intellezione immediata delle idee eterne, intellezione che permette la concezione diretta delle ragioni formali nel suo cuore, così, attraverso la sua attività prudente, può immetterle nella materia, nel corpo e nella condotta dell’esistenza. Ma, per l’anima, essere sapiens non è un dato alla sua nascita carnale, ma è il suo scopo finale in questo periodo dell’umanità, perciò per attuare la sua natura e svolgere la sua funzione, l’anima deve ordinarsi in modo filosofico per ottenere ciò che costituisce il suo fine proprio, la sophia. Solo in questo modo il suo essere sarà posto in atto e la beatitudine-felicità sarà raggiunta.

Il cardine della vita dell’uomo religioso o tradizionale è costituito della disciplina della conoscenza, lo stvdivm sapientiae, altrimenti detto philosophia, quindi tutta la vita è ordinata all’attuazione del suo essere religioso. L’allevamento, l’educazione, l’istruzione non hanno altro fine, “fare l’uomo completo”, ovvero  “fare l’anima religiosa”, i due processi sono sostanzialmente equivalenti. L’anima normale  dell’uomo è dunque sapiens e religiosa, perciò il suo corretto sviluppo deve essere religioso e la sua educazione filosofica. Se manca l’adeguato sviluppo filosofico-religioso dell’anima si produrrà un sottosviluppo, una deficienza, una debolezza, un’insufficienza delle attività delle facoltà dell’anima, oppure un’attività disordinata delle stesse. Perciò l’alterazione della formazione filosofico-religiosa è causa di ogni problema psichico, sia esso relativo all’identità o alla personalità, alla condotta o alle relazioni civili e religiose. Ogni sofferenza dell’uomo deriva da uno sviluppo dell’anima non virtuoso, non adeguato alla sua natura religiosa, un’anima insipiente e non religiosa ha sempre mancanze, perciò patisce pene di varia natura e subisce stati patologici, che l’inducono a soffrire in diversi modi. Ogni anima che soffre è dunque un’anima non religiosa.

La filosofia, così come ogni psicologia o psicoterapia, devono fondare sulla natura e sulla funzione religiosa dell’anima, devono metterla in condizioni di attuare il suo ufficio religioso, altrimenti hanno un carattere deviato e dannoso. Solo in un’ottica religiosa “i problemi “ dell’anima possono essere risolti, altrimenti niente sarà mai adeguato, se a priori viene escluso ciò per cui l’anima è stata costituita, la religione, e il suo bene finale l’Uno-Bene, il Dio nella sua pienezza infinita, l’anima è perduta. Perciò la Scuola di Psicologia e di Psicoterapia Integrale Tradizionale tratta l’anima solo in modo filosofico e religioso ed esclude ogni attenzione all’essenza dell’anima che escluda l’esatta concezione della sua sostanza, del suo atto, del suo fine. In definitiva ogni azione dell’iter scolastico ha di fronte sempre e solo il vero bene dell’anima, ogni illusione derivata da fini errati è dissipata e l’insipienza delle filosofie e delle psicologie profane è additata come causa di disorientamento delle anime e mezzo di rovina della loro salute.

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